(foto di Ben Watkin)
fonte: Corriere della Sera vai all’articolo” Togliamo le panchine agli immigrati “
La crociata del sindaco leghista di Treviso: via le truppe di occupazione
15 ottobre 2007
“Dimmi, papa’, e’ vero che sono grigio? Non vado a scuola, papa’. Mi vergogno, mi prendono in giro perche’ sono grigio. Lo ha detto il sindaco, no? [...]
Del resto, non va per il sottile il sindaco leghista Giancarlo Gentilini. Che, al grido di “via le truppe di occupazione” (ma il suo incerto vocabolario veneto – italiota trabocca di parole e frasi colorite e minacciose), giorno dopo giorno, sta alzando sempre di piu’ il tiro contro gli extracomunitari, rei di inquinare l’ambiente, di turbare la quiete e l’ordine pubblico. Proclami durissimi, seguiti da provvedimenti concreti. I neri si siedono sulle panchine dei giardinetti della stazione? Allora togliamole di mezzo, almeno “quei ladri non ci poggeranno piu’ il c…”. Cosi’ tuona l’agguerrito Gentilini. E, detto fatto, manda una squadra di operai a eseguire l’ordine. E’ solo l’antipasto. Avanti, poi, con le ronde notturne, con la recinzione dei ponti e la chiusura dei giardini di notte. Treviso si avvia a diventare una citta’ blindata? Al sindaco – sceriffo piacerebbe. Intanto, il clima si fa pesante. [...]
E’ il piccolo esercito dei clandestini. Con il quale ogni centro metropolitano del Nord ormai deve fare i conti. Treviso piu’ di ogni altro? “Certo, qui la criminalita’, legata all’immigrazione, esiste – ha ammesso il prefetto Corrado Spadaccini -. Ma il livello non e’ tale da imporre ronde e provvedimenti straordinari. Non militarizziamo la citta”. [...]
Don Dionisio Rossi, direttore di “Vita del popolo”, osserva: “Se il degrado e’ causato, a volte, dalla presenza di poveri, barboni, immigrati, l’atteggiamento di Gentilini rappresenta un altro tipo di degrado, quello morale”. E taglia corto: “Andare in giro di notte e attrezzarsi da sceriffi? Una mancanza di stile nell’affrontare cose serie come l’immigrazione”. Ma il sindaco insiste: “Se gli extracomunitari non sono in regola, sono disposto a tornare ai carri piombati…“.



